Un assistente che gestisce prenotazioni tratta dati personali concreti: nome, recapito telefonico, a volte email e indicazioni sulle allergie (che a livello pratico costituiscono dati sanitari sensibili). Non è un aspetto da rimandare.
Una premessa doverosa: non esercito la professione legale e questo testo non costituisce un parere formale. Illustro come imposto tecnicamente il sistema e in quali passaggi raccomando il confronto con il proprio consulente privacy.
1. Dire che è un assistente virtuale
Chi telefona ha il pieno diritto di sapere se sta dialogando con un essere umano o con una voce sintetica: nella nostra configurazione la frase di benvenuto lo dichiara apertamente fin dal primo istante, per rispetto e trasparenza verso l'ospite.
Anche a livello europeo la direzione è questa: il regolamento sull'intelligenza artificiale prevede obblighi di trasparenza quando una persona interagisce con un sistema di AI. Le date precise di applicazione e i dettagli vanno verificati sul testo ufficiale e con un professionista, e quindi qui non cito articoli.
La regola pratica, comunque, è semplice e conviene a tutti: non fingere mai di essere umano.
2. Registrare le chiamate
Nel sistema di prova, al termine della chiamata la piattaforma vocale invia un evento con trascrizione e collegamento alla registrazione, e questo permette alla direzione di ascoltare le chiamate critiche. È utile: aiuta a correggere errori e a gestire i reclami.
Ma una registrazione è un trattamento di dati personali. Servono:
- un'informativa chiara a chi chiama (per esempio nella frase iniziale o in quella pubblicata sul sito)
- una finalità precisa (qualità del servizio, gestione dei reclami)
- un tempo di conservazione deciso e rispettato
- un accesso limitato a chi deve davvero ascoltare
Come scrivere tutto questo lo decidi con il tuo consulente privacy. Io mi occupo di renderlo applicabile: per esempio impostare la durata di conservazione o disattivare la registrazione se preferisci.
3. Chi è il titolare dei dati
Nel mio impianto i dati stanno negli account del ristorante: calendario, fogli di calcolo, caselle email. Il titolare del trattamento è il ristorante. I fornitori di tecnologia (piattaforma vocale, telefonia, messaggistica) sono soggetti a cui affidi parte del trattamento: ci vogliono i relativi accordi, che di solito sono nei contratti standard dei fornitori. Vanno letti e archiviati, non ignorati.
4. Raccogliere meno dati possibile
Principio di buon senso: se non serve, non lo chiedo.
- Per una prenotazione bastano nome, numero di persone, data, ora e un recapito.
- Le informazioni su allergie e intolleranze si raccolgono solo come nota utile al servizio, e solo da chi le comunica.
- L'email si chiede solo se il cliente vuole la conferma scritta.
5. Proteggere i campi dai testi malevoli
Una cosa meno nota: quando un cliente detta il proprio nome, l'assistente lo scrive in un calendario o in un foglio. Qualcuno potrebbe provare a inserire testo che il foglio interpreta come comando. Nel sistema di prova ho aggiunto una pulizia dei testi in entrata, per neutralizzare i tentativi più comuni, e ho verificato il comportamento con prove apposite. È un controllo tecnico, ma serve alla protezione dei dati.
6. Messaggi promozionali
Una cosa è rispondere a un cliente che ti scrive. Un'altra è scrivergli tu per fare promozione. Per la seconda serve un consenso adeguato, come spiego nel capitolo sui clienti che non tornano. Il sistema non scrive a chi non ha dato il permesso.
7. Riservatezza tra clienti
Nel collaudo ho trovato un rischio: due clienti con lo stesso nome. Se uno chiama per modificare una prenotazione, l'assistente non deve dire all'altro i dati di un omonimo. Ho impostato la ricerca della prenotazione su una combinazione di cognome e ultime cifre del telefono, e non sul solo nome.
Cosa ti chiedo di fare tu
- Far verificare informativa e registro dei trattamenti al tuo consulente.
- Decidere se registrare le chiamate e per quanto tempo.
- Scegliere chi, nel tuo staff, può accedere ai dati.
Se vuoi che prepariamo insieme la lista delle domande da portare al tuo consulente, scrivimi.
Note e fonti
- Dichiarazione di assistente virtuale nel saluto (bug numero 23), ricerca per cognome e ultime cifre del telefono (bug numero 22), pulizia dei testi in entrata, invio di trascrizione e registrazione alla direzione: documentazione del sistema di prova.
- Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e GDPR: nessun articolo citato di proposito; da verificare sui testi ufficiali con un professionista prima di pubblicare.
- Questo capitolo non è consulenza legale.
Contatti
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- Approfondimento: Centralino vocale AI per ristoranti
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